3 giorni in Thailandia

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Avevo fatto scalo a Bangkok già tempo fa, riuscendo a visitare ben poco ovviamente, ma ci volevo ritornare. Sempre cercando di rubare il tempo a tutto, sono riuscita a ritagliarmi 3 giorni per stare in vacanza, cercando di vedere quante più cose possibili. Avrei potuto visitare anche Khao San, lo Sky bar e i Canali di Bangkok, ma me lo riserverò per il prossimo viaggio, insieme al Wat Arun e ai vari musei.

Quando arrivai nel centro a Bangkok era circa mezzogiorno, ho lasciato le valigie, mi sono rinfrescata un po’ e sono immediatamente corsa a visitare i monumenti, ben sapendo che alcuni chiudevano al pubblico alle 15:00. Il primo che avrei voluto visitare è stato il Grand Palace, proprio per i vincoli di orari. Ma purtroppo non sapendo nulla che fosse necessario un abbigliamento consono, una volta lì significava aggiungere altri vestiti sui vestiti, il ciò significava morire disidratati sotto al sole, per chilometri. Non ce l’ho fatta al solo pensiero, quindi ho deciso di riservarmi questo monumento alla prossima volta che sarò in Thailandia.

C’è anche da dire che l’ostello fighissimo nel quale mi trovavo organizzava anche escursioni gratuite la domenica sui canali e corsi su come imparare a cucinare la cucina thailandese. Come ben sapete sono un amante degli ostelli, perché specialmente a chi viaggia solo danno la possibilità di incontrare tanti viaggiatori e tanta gente interessante e non ci si sente mai soli, perché la solitudine è solo un limite creato dalla mente. Questa volta ho scelto Issara by D Hostel a Bangkok, che ha una posizione fantastica e una terrazza con vista fantastica sui principali monumenti della città. L’unico aspetto negativo erano i lavandini situati fuori dal bagno al piano e sembrava quasi mancasse un po’ di privacy, ma non era assolutamente un problema perché il tutto veniva ampiamente superato dal design accattivante, dal principio di “sharing”, la condivisione, la tolleranza verso il prossimo e la socializzazione, dai vari servizi, dal doversi sentire “nudi e crudi” camminando obbligatoriamente a piedi scalzi, lo spogliarsi da tutto ciò che risulta artefatto. Lì per lì ero scioccata, a piedi completamente scalzi non mi era ancora successo in una struttura rivolta al pubblico, i calzini mi erano sempre stati concessi, ancora sentivo la parte ansiosa-paranoica della mia testa “le malattie, i funghi, ma disinfettano? E se non disinfettano poi mi vengono le malattie, etc?” E poi l’altra parte intollerante di me: “Ma vaffanculo, va! Se lo fanno tutti significa che non si è mai ammalato nessuno o no? Anzi fa soltanto bene camminare a piedi scalzi, che era proprio quello che il fisioterapista mi aveva detto di fare. E poi anche se fosse… sono tutti anticorpi!!! Mi irrobustisco poco poco e se mi vengono i funghi me li curo. Qual’è il problema? Ahi mente mia, vivi spensierata.” Ho iniziato a respirare. Ad essere libera, ad amare il camminare scalzi che lo facevo sempre da piccola contro la volontà di mia madre. E l’avevo fatto, anche se per pochissimo anche in Australia, dove la gente cammina in mezzo alla strada scalza. E non mi era successo nulla e poi, il contatto con la natura è così bello…

Fremevo perché volevo visitare il Buddha gigante, coronando uno dei miei sogni. Ho visitato altri templi, ma un altro mio desiderio grandissimo era di vedere Phuket, le Phi Phi Islands e di vedere i paesaggi della Thailandia, non potevo scegliere di fare questi spostamenti con i voli interni ma con l’autobus, anche perché avevo con me una valigia pesantissima e sull’aereo mi avrebbero fatto pagare un sacco di penali. Ad ogni modo il biglietto dell’autobus comprato last minute costava quanto quello aereo e mi ha causato un po’ di problemi per via della lingua, perché se vuoi prenotare last minute non c’è niente scritto in inglese. Mi ha aiutata la ragazza in reception, gentilissima, ma non mi ha detto la stazione di partenza me l’ha scritta su un bigliettino nella sua lingua da mostrare al taxista, ma non me l’ha mostrata sulla mappa e come ben sapete quando vi serve urgentemente una cosa non la trovate mai, quindi la soluzione migliore è essere sempre preparati a tutto e poi tutto va come deve andare. Ho sbagliato stazione autobus e invece di risolvere cambiando in biglietto, quelli dell’agenzia si stavano arrovellando il cervello per come fare a farmi arrivare lì tramite altre stazioni intermedie, invece di sostituire semplicemente il biglietto. Appena gli ho dato questa “idea” in due secondi mi hanno risolto tutto e sono potuta partire da quella stazione perché c’erano altri autobus della stessa compagnia che si dirigevano nella stessa destinazione. Sono anni che cerco soluzioni e che spesso lavorando faccio la manager di qualche reparto, a qualcosa la mia esperienza doveva pur servire no? Se si possono trovare delle soluzioni bene, altrimenti poi la cerco per fatti miei la soluzione. Non sentitevi impotenti a volte davanti ad alcuni imprevisti della vita, perché può succedere che a volte vi troverete a dover insegnare le soluzioni. Comunque sono stati tutti gentilissimi e disponibilissimi nonostante tutto.

L’arrivo a Phuket è stato in tarda serata. Purtroppo non ci sono in Thailandia linee autobus frequenti che collegano varie mete, ma il servizio taxi è uno dei più efficienti. Sono ovunque e appena vedono qualcuno camminare a piedi ti chiedono se hai bisogno. No, grazie. Voglio camminare. La struttura dove avevo prenotato aveva la mia camera che dava sul bordo piscina, cioè la finestra della camera si affacciava sulla piscina e dalla camera aprivi la finestra e ti tuffavi. Che spettacolo. Anche solo per rilassarti a bordo piscina. Il nome della struttura era Book a Bed Poshtel in Phuket Town. Centralissima, davanti al centro commerciale Limelight e alle strade caratteristiche del centro di Phuket. Il mio soggiorno a Phuket è stato incredibilmente bello. All’arrivo e il giorno dopo ho avuto la camera tutta per me, sono andata a fare un escursione tra le varie isole e sull’isoletta dove di può ammirare l’isola di James Bond. Ho fatto anche canottaggio e, superata la paura, sembrava che lo avessi fatto da sempre. Ho deciso che se avrò la possibilità in vita mia, voglio aprire un chiosco lì, su un’isola, vicino al mare, con quei paesaggi fantastici e lavorare a piedi nudi sulla sabbia. Che spettacolo!

Al mio rientro in ostello ho trovato i miei due nuovi compagni di stanza, una coppia di ragazzi che mi hanno chiesto subito se fossi italiana perché avevano visto le formine dei pasticciotti nella mia valigia 😂😂😂😍 (si ebbene sì ho le formine dei pasticciotti ed avevo lasciato la valigia aperta) è stato un caso, ma come tutte le cose che succedono per caso aveva un qualche significato. Questi ragazzi erano stati in vacanza nel Salento ed avevano amato la nostra terra, i pasticciotti e il caffè in ghiaccio con latte di mandorla, tanto da essere così incredibilmente entusiasti quando ci siamo incontrati. E signori e signore volete sapere dove vivono?!? A Sydneyyyyy!!!! Praticamente viviamo tutti nella stessa città 😍😍😍! Ovviamente una volta sistemata, non potrò non invitarli a mangiare i pasticciotti a casa accompagnati da un bel caffè in ghiaccio con latte di mandorla e della pasta fresca. Signori, se qualcuno vuole mandarmi la ricetta migliore per fare i pasticciotti che ci tengo a non fare brutta figura con gli australiani sulle nostre origini sarò felicissima di seguirla e di farvi sapere come andrà, la mia email è questa: francesca.minnella86@gmail.com.

Loro sono in viaggio per ora ed ho circa due mesetti di tempo per fare tutto.

Comunque sommariamente dell’isola di Phuket ho visto ben poco, perché non ho avuto molto tempo e avevo il mio volo di rientro a Sydney. Ma la promessa è quella di ritornare, presto.

Forse le foto riusciranno a spiegarvi meglio di chiunque altro la bellezza di questa terra così incredibilmente piena di contrasti e di sorrisi.

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Alla prossima! 😘

Stay tuned!

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