Skydiving – 1500 ft di pura meraviglia!

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Per soddisfare la curiosità di alcuni, vi racconto com’è andata la mia incredibile esperienza di Skydiving (o paracadutismo come preferite).

Era da una vita che sognavo fare Skydiving, ormai avevo l’elenco dei miei posti preferiti nel mondo dove farlo, uno di questi era Dubai, come anche sognavo di ritornare in Turchia, per fare paragliding (parapendio) ad Olüdeniz o skydiving sulle Whitsundays Island, in Australia. Avevo un po’ di programmi, un po’ di desideri da realizzare. Ma senza dubbio quello di Dubai sarà il più imponente da realizzare.

Dettagli a parte, un giorno faccio colazione in una travel agency (in Australia funziona anche così) e vedo una promozione per lo Skidiving a Sydney, non ci stavo più nella pelle. Non potevo lasciarmi sfuggire quest’opportunità, quando l’avrei trovata di nuovo un’offerta simile in uno dei posti più belli? Da 15000 ft (4572m). Non ci credevo, senza pensarci due minuti, prenoto e pago immediatamente, l’escursione si sarebbe tenuta due giorni dopo. I miei amici erano increduli, altri volevano farlo con me, ma per vari motivi non hanno potuto, c’è stato anche che chi all’italiana lo voleva fare, ma in preda di mille e uno paure/costi si è tirato indietro e cercava di smontarmi questo sogno che così, all’improvviso, stavo per realizzare. Lasciateli fottere 😉. Tirate dritto verso i vostri sogni.

Carpe Diem, si, sempre, ma con coscienza, ragazzi! Non significa che dovete distruggere i vostri valori e/o le vostre vite per cogliere l’attimo.

Ero entusiasta, frenetica, non sapevo nemmeno cosa significasse praticamente lanciarsi con un paracadute, l’abbigliamento, la temperatura, le cose da imparare, la paura, la tensione. E sopratutto, non avevo tempo per pensare a tutto ciò. Mancava pochissimo e io dovevo andare a lavoro.

In Australia, a dicembre è estate inoltrata, così decido di indossare una maglietta a manica corta ed un giubbino di pelle, pantaloni lunghi e scarpe da ginnastica. that’s it! Penso tra me e me: “Il giubbino è di pelle e non lascerà passare il freddo, la pioggia etc.”. L’altro problema erano i capelli (se lo possiamo chiamare problema) perchè essendo lunghissimi, avrei frustato l’istruttore che sarebbe stato dietro di me: “E se per colpa dei miei capelli lui non riesce a tenere sotto controllo la situazione e ci ammazziamo??!?”. Questi erano i miei pensieri. Ma ovviamente, un istruttore nel momento in cui vi imbragheranno vi dirà lui come disporvi, vi legherà tutti i dispositivi di cui avete bisogno e si assicurerà che sia tutto apposto già prima della partenza. Infatti, sebbene avessi fatto le trecce per evitare quella che io pensavo potesse essere una tragedia, lui mi ha subito bloccato e attorcigliato i capelli alla mascherina strettissima e vestito con i pantaloni adatti al lancio. Pertanto, mi sento di darvi un consiglio utile: non perdete tempo a dipingere nella vostra testa scenari apocalittici di vario genere, perché nel momento culminante potrete avere tantissima paura e non riuscire a respirare. Il lavoro che l’istruttore fa prima della partenza è quasi tutto psicologico ed informativo, allenta la tensione e bisogna essere tranquilli, sereni e saltare con lucidità mentale. E una cosa che dicono sempre è: -“Se non riuscite a respirare, gridate con tutta la forza che avete!”. Se ci si lascia devastare dalle emozioni, si perde tutta la bellezza e l’adrenalina che un’esperienza del genere può regalare.

Sono la prima super-iper emotiva, che si commuove spesso davanti un film, e non continuo perchè a nessuno importerà riguardo alla mia sensibilità, ma questo non significa essere deboli. Siamo emotivi, empatici, etc dovete solo accettare le vostre debolezze e trasformarle in virtù. Potete trasformare la vostra debolezza in forza. E vi assicuro, che più sono grandi le vostre paure più alto sarà il volo che riuscirete a spiccare nel momento in cui vi darete il giusto valore, il giusto coraggio, la giusta spinta.

Non sono indiscutibilmente forte, come molti mi descrivono. Ho solo vinto i miei mostri interiori e gli ho trasformati in virtù. Fatelo anche voi! E’ uno dei regali più belli che vi potete fare.

Comunque è stato bellissimo salire su quell’aereo, non pensare a nulla, con la testa libera, totalmente vuota, ma concentrata su quello che stavamo per fare. Ho visto il ragazzo davanti a me avere paura di aprire il portellone, il ragazzo, non l’istruttore ovviamente. In quel momento ho avuto un attimo di paura anch’io, me l’ha trasmessa, sono molto empatica. Poi sono arrivata lì vicino al portellone, mani sulle braghe, testa all’insù e gambe piegate verso dietro (come ci avevano detto prima del salto) e ci siamo lanciati. Spettacolo.

Un minuto di caduta libera. Se guardavo su vedevo il cielo terso, il sole e l’aereo, poi ci stabilizziamo e sotto di me c’era un manto di nuvole, sembrava di atterrare su dei cuscini sofficissimi, invece ovviamente le superiamo senza percepire nulla, se non un’incredibile umidità. Superiamo le nuvole, il paracadute si apre, la visuale fantastica. Avete presente cosa si vede dall’aereo quando l’aereo decolla? Tutto piccolo piccolo, i fiumi, le lagune, le distese sabbiose, le case e i colori bellissimi delle spiagge e della natura? Esattamente così. Con l’unica differenza che sei tu che puoi decidere dove andare (ovviamente sempre nei limiti di quello che è possibile fare).

E volete sapete cosa frulla nella mia testa? Che appena sarà possibile (economicamente parlando), farò la scuola di paracadutismo (per la gioia di mamma e papà). Si, è fantastico! Ed io lo voglio fare tutte le volte che ne avrò voglia. Just amazing!

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Stay tuned!

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